Scoprire, Conoscere, Amare MUZZANO
LA NATURA
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Chi non è mai stato a Muzzano dovrebbe cercare di immaginarsi un anfiteatro naturale davanti al quale prende posto un direttore d’orchestra. L’anfiteatro è costituito dalla bastionata che partendo da Ovest con il Monbarone, passando attraverso la Cima dei tre Vescovi, il Roux, i Bechit e il Mars, termina sulle nude rocce del Monte Mucrone. Scendendo di quota la roccia delle più famose punte biellesi lascia spazio al verde dei pascoli. L’occhio continua a scendere accorgendosi che i manti erbosi iniziano ad intrecciarsi ai colori cangianti dei boschi, intervallati dal crescente numero di cascine e frazioni. Ai piedi di uno scenario di così grande suggestione, come un direttore d’orchestra davanti ai suoi suonatori, sorge Muzzano. Incastonato nel verde di un poggio a levante delle colline che circondano Biella, risalendo la Valle dell’Elvo, e lasciandosi alle spalle gli insediamenti industriali, si giunge in uno dei punti più stretti della vallata. Qui, dopo aver attraversato il torrente omonimo e aver superato il “Roch delle fate”, pittoresco strapiombo a picco sull’Elvo a più di cento metri dal letto del torrente, si entra nel piccolo borgo. Muzzano, confinante con Camburzano, Sordevolo, Occhieppo Superiore, Occhieppo Inferiore e Graglia, consta del borgo e di una frazione, Bagneri, posta in una posizione montana, mentre cascine ed insediamenti rurali si disperdono su tutto il suo territorio. Negli ampi pascoli della zona alpestre l’odore forte dell’erba di montagna si unisce ai colori tenui della flora e nel periodo estivo si assiste all’arrivo delle mucche pezzate rosse d’Oropa e dei greggi. Tutt’intorno al centro abitato i boschi ricoprono poggi e colline. Acacie, noccioli, querce, castagni, faggi, betulle e aceri sembrano vigilare la tranquillità di Muzzano, mentre nella zona montana i pascoli si ricoprono di crochi, genzianelle, narcisi e denti di leone. Guardinghi dalla presenza dell’uomo si possono poi incontrare lepri, volpi, scoiattoli, fagiani, tassi, cinghiali e caprioli. Il verde dei prati, i colori vivaci dei fiori primaverili, il variopinto mutare delle chiome boschive nel periodo autunnale e i colori azzurro verdastri delle limpide acque del torrente Elvo o del rio Janca, fanno di Muzzano un prisma che in ogni stagione sa trarre dalla natura tonalità di colori e sfumature, per poi rifrangerli su chi lo attraversa. La posizione collinare e decentrata dal capoluogo di provincia, la tranquillità, l’aria salubre e il contatto diretto con la natura fecero del paese nel passato un luogo in cui si veniva a “villeggiare”. Oggi si è trasformato in un centro residenziale, come dimostrano le ville e le abitazioni signorili celate dai loro grandi parchi, e che sembrano voler attorniare la piazza al centro del paese con i loro silenzi e i loro colori. Ma anche nella parte bassa del paese, a Margone, le viuzze e i vicoli celano, dietro i muri di cinta, curati giardini dai quali spuntano di tanto in tanto fiori e rami disubbidienti, sfuggiti alla cura di proprietari e giardinieri.



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